” Il vino è uno dei maggiori
segni di civiltà nel mondo”
Ernest Hemingway (1899 – 1961)
Con questa premessa, vi racconto del mio week end all’insegna del buon cibo e del buon vino etrusco: la manifestazione del “DiVino Etrusco”, svoltasi a Tarquinia dal 3 al 5 agosto.

Gli Etruschi sono stati i primi ad importare la vite dal lontano Oriente e la costante dedizione al culto religioso che li distingueva, comprendeva anche pratiche dedicate a Fufluns, il dio del vino.
       Le città su cui notiamo un maggiore insediamento etrusco per quanto riguarda la storia del vino sono:     Arezzo, Bolsena, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Orvieto, Perugia, Populonia, Tarquinia, Veio, Volterra, e Vulci. L’associazione “DiVino Etrusco”, nasce dal desiderio di portare il gusto del “saper bere” e dalla volontà di promuovere la produzione vitivinicola di un territorio sì conosciuto, ma che ancora non ha svelato le sue potenzialità.
       L’Associazione ha come obbiettivo la valorizzazione degli oltre tremila anni di storia del vino, scritta negli anni dagli etruschi, creando un percorso degustativo attraverso queste città con stand e degustazioni sviluppati in tutta la città di Tarquinia.
http://www.divinoetrusco.it/

Il Percorso enologico è caratterizzato da visite guidate nei luoghi della storia etrusca, dalla presenza di esperti, e sommelier che possono togliere al visitatore ogni dubbio e curiosità, banchi di assaggio, eventi legati alla cultura, apertura straordinaria di musei e qualsiasi altra attività che possa legare sempre in maniera più forte la cultura del vino con il territorio.

Partenza con treno regionale venerdì pomeriggio e arrivo un’ora dopo alla stazione di Tarquinia, quest’ultima dista pochi km dal centro utilizzando il bus di linea BC (orari appesi in ogni dove!!). Una volta arrivati in città abbiamo lasciato il nostro bagaglio all’albergo Le Camere del Re”, struttura che si affaccia sulla piazza della città  in un palazzo dell’Ottocento con le stanze dai soffitti affrescati e le volte a crociera. La struttura interamente ristrutturata di recente non offre la colazione in loco ma nel bar difronte e propongono una convenzione con un ristorante della zona Al Butto Medievale”.

Dopo un breve giro della città non potevano iniziare il nostro percorso senza aver mangiato qualcosa, cosi ci siamo dirette verso un piccolo ristorante che ci è piaciuto subito, Lo Scacciapensieri, che offre un menù sia di carne che di pesce e secondo me ad una qualità/prezzo buona, abbiamo ordinato una insalata di polpo e un primo a testa, le porzioni abbondanti e il servizio buono, ci ritorneremo sicuramente!

Si comincia!! degustiamo da un Trebbiano a un Merlot per poi finire con un rosato, tra i vari pacchetti si era scelto 7 degustazioni a 10 euro e alla fine del giro, a volte anche doppio, il mio preferito è stato sicuramente il polo di Orvieto con il suo Orvieto classico Superiore DOC Terre Vineate ’10 (uve: Procanico 50%, Grechetto 30%, Verdello, Drupeggio, Malvasia 20%) Un vino che si esprime con colore paglierino intenso, al naso definito da un sentore di nocciola cruda e in bocca l’impatto è denso, la struttura asciutta.

Una manifestazione carina, allegra e colorata ed essendo divisa in 3 giornate non ti ritrovi a fare file immense per un calice di vino! Una serata divertente nella quale sono anche riuscita a rompere il mio bicchiere, per fortuna nei vari stand potevi richiederne un’altro senza nessun costo aggiuntivo (per noi povere sbadate!).

Non voglio tralasciare la sosta tra un bicchiere e un’altro, alla pasticceria Belle Helene dove ci siamo godute dei Macarons strepitosi: al pistacchio, lampone, tiramisù….buonissimi!
Beh che dire…si aspetta l’anno prossimo! e si sono in vena di citazioni e ve ne lascio un’altra :
Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima
e un pò di musica fuori dalla porta,
suonata da qualcuno che non conosco.

John Keats (1795 – 1821)

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